Twin Peaks, un salto nel passato prima del futuro

 

La serie televisiva ideata da David Lynch e Mark Frost che ha fatto mangiare torta alle ciliegie e bere grandi tazze di caffè nero a tutti gli Stati Uniti e oltre negli anni novanta. Un breve salto nel passato prima dell’attesissimo ritorno.

 

“Twin Peaks”, una ridente cittadina nel nord degli Stati Uniti, immersa nella vegetazione più rigogliosa da sembrare quasi una piccola fetta di paradiso lontana da tutti e da tutto ciò che vi è di “reale”. Un microcosmo apparentemente perfetto dove tutti si conoscono e la criminalità sembra quasi inesistente. Sembra. Il telefilm scritto dal maestro surrealista David Lynch e da Mark Frost si apre con il ritrovamento del corpo senza vita della reginetta di bellezza Laura Palmer. L’immagine del suo volto plumbeo e del suo corpo nudo avvolto nella plastica diventa ben presto il simbolo della serie e l’immagine feticcio di un’America che si scopre vulnerabile proprio nel suo cuore rompendo così la sua immagine di vita apparentemente perfetta. Ad indagare sarà l’agente speciale dell’FBI Dale Cooper chiamato apposta per via dell’atrocità dell’omicidio. I suoi metodi non sono del tutto convenzionali, ma cosa lo è in questo mondo lynchiano?

Questo telefilm rappresentò una rottura negli anni novanta, ed una grande sfida intrapresa dal regista che in un periodo dove la televisione era ricca solo e unicamente di serie televisive con filoni estremamente lineari, quasi matematici, il regista mostra che è possibile un matrimonio tra cinema e televisione.

Arte e non una semplice serie televisiva. Una complessità di temi tutti sotto la corrente del surrealismo che la rendono un immenso e complesso mondo onirico a metà tra sogno ed incubo.

Il distacco dal vecchio sogno americano di tranquillità e il tema della doppia vita costituiscono le fondamenta del telefilm, partendo dal personaggio di Laura Palmer. Fattore scatenante della serie, la ragazza popolarissima a “Twin Peaks” per via della sua bellezza, ma ancor prima per via della sua bontà d’animo e il fedele e sincero sorriso sempre sul volto. La ragazza perfetta, la “fidanzatina d’America”che dietro quell’immagine così pura nasconde una realtà fatta d’incertezze, depressione, fumo, droga, e smoderata sessualità. Andando più a fondo nella storia si scopre che il tema della doppiezza permea l’intera cittadina, chiunque presente in città conduce una duplice esistenza, nasconde un piccolo o grande segreto nell’oscurità della sua intimità.

Ovviamente non poteva mancare in nessun modo la scia surrealista “lynchiana” che rende il telefilm davvero unico nel suo genere, non solo in passato ma anche ai giorni nostri.

Sogni rivelatori che aiutano il detective Cooper a risolvere il caso, ma sicuri che siano solo sogni?

Un telefilm che rompe quella barriera tra sogno e realtà creando altre dimensioni o mondi che collidono con la realtà e si fondono con i personaggi. Un’umanità insolita e curiosa composta da nani che ballano, giganti, donne che cullano un ceppo come se fosse un bambino, uomini e donne con varie menomazioni fisiche, personaggi astrusi e a tratti inquietanti immersi in luoghi altrettanto singolari e disturbanti. Stanze oscure immerse nel nulla, come ad esempio la cosiddetta “Loggia nera”, un’altro degli unici ed inquietanti luoghi creati dal regista che sono vere e proprie dimostrazioni di maestria nel saper suggestionare, inquietare rapendo la mente del telespettatore e trascinandola curiosa all’interno del telefilm. Nulla di ciò sembra aver senso e invece ogni cosa ha il suo perché, ogni minimo particolare ogni più astruso personaggio compone questo strano puzzle che è “Twin Peaks”.

Forse una città non così perfetta come sembrava in apparenza.

Oggi nel 2017, ventisette anni dopo, le domande che i fan si pongono sono sicuramente tante, prima fra tutte, forse, cosa dobbiamo aspettarci dal “nuovo” “Twin Peaks”?

In passato la serie ha commesso dei passi falsi, a causa di pressioni subite dal network su cui quasi trent’anni dopo è futile ritornare, basti saper che la seconda metà del serial subisce un duro calo di ascolti a causa della prematura rivelazione del tanto bramato mistero, il nome dell’assassino. In seguito Lynch stesso tentò di riscattarla, con un film postumo che però rappresentava un prequel dei fatti narrati nel telefilm, ma senza riuscirci in pieno.

L’amaro era rimasto sia nella bocca dei fans che in quella dello stesso regista.

Sappiamo che metà del cast ci ha lasciato l’altra metà non è esattamente fresca come nel 1991. La domanda oggi come oggi non è più chi ha ucciso Laura Palmer ma cosa ha in serbo per noi David Lynch. Per fortuna l’attesa sta per terminare quindi che siate fan sfegatati cresciuti con i misteri di “Twin Peaks” o appassionati di telefilm che per la prima volta si affacciano nella ridente cittadina americana l’appuntamento è lunedì 21 maggio su “Showtime” negli “States” e su “Sky” nella versione sottotitolata il 26 maggio.

“Diane”, ci risentiremo tra un paio di giorni.
WhatsApp Image 2017-05-22 at 16.55.01Alice B. e Andrea Brancato

 

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