Oro Nero

Storia e risvolti economici del greggio dal Novecento ad oggi

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Una pompa petrolifera in Texas, USA

 

Uno dei mercati più complicati nella lettura è sicuramente il mercato che regola il prezzo del petrolio. Questo articolo espone le dinamiche che, dal Novecento, hanno portato il petrolio a rivestire un ruolo centrale in quelle che sono le dinamiche macroeconomiche del globo.

A partire dalla seconda guerra mondiale, il prezzo del petrolio e la regolamentazione dell’offerta dello stesso veniva affidato alle mayor del settore: le Sette Sorelle. L’inglese BP, la compagnia anglo olandese della Royal-Dutch” “Shell, e le compagnie americane Esso, Mobil oil“, SoCal e Texaco“, controllavano circa l’80% delle produzione e della lavorazione del petrolio al di fuori di Canada, Russia e Stati Uniti.

Le grandi multinazionali del settore potevano usufruire liberamente delle riserve petrolifere del Medio Oriente, grazie anche alle campagne coloniali che nella prima metà del Novecento avevano caratterizzato i principali paesi Europei e non dalle quali aziende come Shell o Essotraevano i più grandi guadagni.

In risposta alla pressante monopolizzazione dell’area del Medio Oriente, nel 1960 viene istituito l’OPECfondata da Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela. L’OPECè un’organizzazione intergovernativa che ha come obiettivo l’estrazione e la regolamentazione dell’offerta del petrolio e l’esportazione verso i paesi consumatori.

Grazie al prezzo ridotto della materia prima e all’uso massivo dei suoi derivati, il mondo conosce uno dei periodi più aurei della storia; la macchina raggiunge un ruolo centrale nella civiltà e il petrolio assume sempre più un ruolo chiave in questo sviluppo, tanto da essere denominato “Oro nero”.

Nel 1973 con la quarta guerra arabo-israeliana (guerra del Kippur), l’associazione dei paesi produttori propose alle sette sorelle un adeguamento del prezzo del petrolio (che naturalmente per interessi personali rifiutarono). Il loro obiettivo era quello di portare il prezzo del greggio da 3,2$ al barile a circa il doppio ( la finalità politica era quella di sfruttare il petrolio per condizionare l’appoggio occidentale a Israele). Il prezzo raggiunse in poco i 9,2$ al barile (circa il triplo) e gettò i paesi occidentali in crisi tanto che ancora si parla di “shock petrolifero”.

Il susseguirsi dei disordini in medio oriente ha portato il greggio nel 2007 a raggiungere una cifra record, 140$ al barile (un apprezzamento mostruoso se si pensa al 3,2$ nel 1973!) che ha consentito agli Stati Uniti di sfruttare una tecnica di estrazione molto costosa proveniente dalle rocce di scisto: lo Shale Oil. Con la nuova crisi del 2008 il prezzo del petrolio ha lasciato il nord del grafico per essere scambiato ad oggi a 46 dollari al barile. Un crollo del genere ha portato numerose aziende estrattrici di Shale Oil sul lastrico per via degli ingenti costi. Attualmente l’ “OPEC” persegue la sua politica di tagli nella produzione, per cercare di regolamentare il prezzo del petrolio intorno ai 60$ al barile (difficilmente raggiungibile se le compagnie di Shale Oil continueranno ad estrarre a ritmi alti).

Correlazioni

Nel 1973 è stato utilizzato per la prima volta il termine “petrodollari”. Cosa sono i “petrodollari”?

Al pari dell’oro, il greggio è valutato in dollari, l’appellativo petrodollari nasce sia dalla centralità che il dollaro aveva raggiunto nella seconda metà del Novecento, sia dal ruolo chiave che il petrolio ha raggiunto nel tempo. È riscontrabile quindi una correlazione a livello grafico tra tutti i cross che hanno come valuta di riferimento il dollaro e il WTI OIL. In presenza di un dollaro in rafforzamento, la stessa quantità di denaro ha maggior forza di acquisto e di conseguenza il prezzo del petrolio (valutato in dollari) scende. Al contrario in presenza di un dollaro in deprezzamento, il prezzo del petrolio sale. Tale correlazione è facilmente visibile nei grafici di EUR/USDe WTI CRUDE OIL.

Un’altra correlazione importantissima è riscontrabile con la valuta del dollaro canadese. L’economia del Canada è per la quasi totalità incentrata sull’estrazione e l’esportazione di petrolio verso gli Stati Uniti. Con il prezzo del Greggio in apprezzamento, i ricavi per le esportazioni aumenteranno, e l’economia del Canada ne risentirà positivamente. Al contrario, con un petrolio in deprezzamento, l’economia canadese ne risentirà negativamente.

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Una piattaforma semisommergibile nei pressi di Belfast, Irlanda del Nord

 

Luca Mastrocesare

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